lunedì 28 ottobre 2013

motivAzione | La motivazione in 10 aforismi commentati

1. “Se vuoi avere successo, il tuo desiderio di successo deve essere più grande della tua paura di fallire.” (Bill Cosby)
Sei preoccupato per un problema di salute o per il tuo aspetto? Il tuo attuale stile di vita si scontra con un valore molto importante per te? Forse sì. Eppure non sei ancora determinato a cambiare, c’è ancora qualcosa che ti blocca: la paura di non riuscirci. Molte persone decidono attivamente che è venuto il momento di cambiare quando la preoccupazione o il valore morale diventano più importanti dei lati negativi del cambiamento.

2. “Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti.” (Thomas Edison)
Ciò che ci impedisce di riprovarci può essere anche il ricordo di un precedente tentativo andato male. C’è chi pensa “Vorrei tanto dimagrire ma ho provato già 3 volte a mettermi a dieta e non ci sono riuscita”. È importante che concepiamo le esperienze precedenti non come fallimenti ma come tentativi. Molti studi hanno dimostrato che ogni processo di cambiamento richiede mediamente 3 tentativi per andare a buon fine. Ogni esperienza ci ha insegnato qualcosa e può rappresentare una ricchezza per il nuovo tentativo.

3. “Inizia ovunque ti trovi, con qualsiasi mezzo tu puoi avere a tua disposizione; mezzi migliori li troverai lungo il cammino.” (Napoleon Hill)

Per poter cambiare è necessario innanzitutto volerlo. E poi iniziare. Ma spesso non ne abbiamo gli strumenti, per esempio vogliamo dimagrire ma non sappiamo bene come. Molti dei pazienti che si presentano al primo incontro stanno mangiando meglio da una settimana o hanno eliminato gli spuntini extra. È un buon inizio. Ma è quando si rivolgono al professionista che acquisiscono ulteriori strumenti per riuscire a dimagrire.

4. "Tutto ciò di cui hai bisogno è già dentro di te, offri risultati, non scuse." (Anonimo) 
Siamo una fonte inesauribile di risorse. Queste risorse per dimagrire cerchiamole dentro di noi e mettiamole in pratica per realizzare il cambiamento. La soluzione è dentro il problema, anche se non la vediamo. Il colloquio motivazionale è come una lente di ingrandimento che ci permette di vederla.

5. “Bisogna essere in due per dire la verità: uno che la dica e l’altro che la ascolti” (Henry David Thoreau)
Uno che la dica la verità. Durante il percorso si incontrano delle difficoltà, è normale. È importante riconoscerle e parlarne. Nascondersi dietro alibi come “Ho il metabolismo rallentato” o “Non ho tempo” non è utile per riuscire a cambiare con successo. Dire “Non sto seguendo il programma alla lettera” o “Non sto seguendo affatto la dieta” richiede grande onestà intellettuale. Ma proprio l’ammettere a sé stessi di avere delle difficoltà, riconoscere il problema e parlarne, permette di trovare soluzioni.
E l’altra che ovviamente la ascolti. È necessario che il professionista non si trinceri dietro inutili prescrizioni ma ascolti in modo supportivo per esplorare fino in fondo il problema.

6. “Se si tratta un individuo per quello che è, tale rimarrà. Ma se lo si tratta per quello che dovrebbe o potrebbe essere, ecco che questi diverrà così come dovrebbe o potrebbe essere.” (Johann Wolfang von Goethe)
Se ti affidi ad un professionista che non ti considera un caso perso ma che crede che tu possa cambiare, avrai buone probabilità di cambiare.

7. “Quel che faccio è aiutare le persone a sviluppare la convinzione di essere persone splendide, perché quando cominciate a crederlo cominciate anche a comportarvi di conseguenza: è allora che iniziate a raccogliere fantastici risultati.” (Richard Bandler)
Inutile che te lo dica, dimagrire è anche un discorso di autostima. Se ti vuoi bene e hai stima di te, ti sarà più facile raggiungere gli obiettivi. Ma l’autostima va a braccetto con l’autoefficacia, ovvero credere di riuscire a cambiare. È tutta una questione di individuazione delle tue risorse.

8. “Le persone si lasciano convincere più facilmente dalle ragioni che esse stesse hanno scoperto piuttosto che da quelle scaturite dalla mente di altri.” (Blaise Pascal)
Se qualcuno ti impone obiettivi, motivazioni e strategie che non ti appartengono, questi non ti saranno di nessun aiuto. Perché tu possa cambiare occorre tenere in conto i tuoi valori, le tue risorse e le tue soluzioni ed utilizzarli al fine del cambiamento.

9. “Le persone spesso dicono che la motivazione non dura. Bene. Nemmeno un buon bagno, rispondo io, per questo si raccomanda di farlo ogni giorno” (Zig Ziglar)   
                        
La motivazione, si sa, ha alti e bassi. Perciò va costruita, rinforzata e ristrutturata dove ci sono dei punti deboli. Occorre riportare la motivazione a livelli che permettono di portare a termine il cambiamento. A questo serve il colloquio motivazionale.

10. “Mantieni i tuoi pensieri positivi, 
perché i tuoi pensieri diventano parole.
Mantieni le tue parole positive,
perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti.
Mantieni i tuoi comportamenti positivi,
perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini.
Mantieni le tue abitudini positive,
perché le tue abitudini diventano i tuoi valori.
Mantieni i tuoi valori positivi, 
perché i tuoi valori diventano il tuo destino.” (Mahatma Ghandi)
Pensare positivo ti aiuterà a muoverti nella direzione del cambiamento. Quando il comportamento sarà ben radicato e avrai raggiunto un certo grado di consapevolezza, il tuo comportamento positivo si trasformerà in un’abitudine. Se avrai maturato un’abitudine, non tornerai più indietro. Ed ecco allora che non riprenderai mai più i chili persi.

Se vuoi di’ la tua. Per esempio quale aforisma ti ha colpito in particolar modo?

giovedì 24 ottobre 2013

motivAzione | Compendio degli articoli











La rubrica del lunedì motivAzione nasce per incoraggiare e sostenere la persona che ha deciso di cambiare il proprio modo di mangiare.
Per saperne di più sul metodo motivazionale puoi leggere l'articolo di presentazione: 
http://nutritibenevivimeglio.blogspot.it/2013/09/motivazione-la-rubrica-del-lunedi-per.html

Quante probabilità hai di riuscire a cambiare con successo? Per saperlo scopri se sei pronto, desideroso e capace. Basta rispondere a queste tre domande: 
http://nutritibenevivimeglio.blogspot.it/2013/09/motivazione-prepararsi-al-cambiamento.html

Se per mangiare meglio hai chiesto consiglio ad uno specialista della Nutrizione questo articolo fa proprio per te. Hai scelto un professionista motivante? Verifica se lui/lei ha queste quattro qualità: 
http://nutritibenevivimeglio.blogspot.it/2013/09/motivazione-scegliere-un-dietista.html

“Vorrei tanto dimagrire ma mi sembra così difficile!". E' la tipica frase della persona che del cambiamento ritiene più pesanti i lati negativi che quelli positivi. Fa' questo semplice esercizio e aumenterai le probabilità di riuscita: 
http://nutritibenevivimeglio.blogspot.it/2013/10/motivazione-aumenta-la-motivazione-alla.html

Infine un articolo di incoraggiamento per coloro che hanno figli. Ho una buona notizia per voi: essere genitori aumenta la motivazione al cambiamento. Leggete la storia di questi genitori! 
http://nutritibenevivimeglio.blogspot.it/2013/10/motivazione-essere-genitori-aumenta-la.html

lunedì 21 ottobre 2013

motivAzione | Essere genitori aumenta la motivazione

Quante volte le persone che hanno dei chili in più si sono sentite osservate, additate, persino umiliate … Questo potrebbe non essere bastato per far maturare in loro l’intenzione di cambiare.
Il cambiamento si verifica principalmente perché la persona ha bisogno di evitare un disagio. Quando la persona si sente sufficientemente male, allora cambierà.

In realtà la maggior parte dei pazienti che necessitano di un cambiamento o che da molto tempo pensano di cambiare hanno già provato molta sofferenza. Eppure tutta la sofferenza provata non è stata sufficiente per innescare il cambiamento.

Allora cos’è che genera un cambiamento, che sia dimagrire oppure stoppare un qualsiasi comportamento dannoso per la salute?

Uno dei fattori in grado di far partire il cambiamento è il contrasto che si genera tra un valore fortemente radicato e il comportamento attuale. Quando il comportamento malsano cozza con un valore cardine della morale, c’è buona probabilità che cambiamo.

Ho avuto modo di constatare che la genitorialità aumenta la motivazione al cambiamento. Una donna madre mi ha detto: “I miei chili di troppo mi fanno sentire affaticata. Non riesco a giocare con i miei figli. Mi sento pesante e, invece di giocare con loro, li lascio tutto il pomeriggio davanti alla tv. Mi sento in colpa nei loro confronti.”
In questo caso il valore della maternità, così fortemente radicato nella signora, ha dato l’input per il dimagrimento rappresentando un potente evento motivante.

Questa è la testimonianza del counselor di un ex fumatore:
“Disse di aver smesso di fumare un giorno in cui si era recato a prendere i propri figli alla biblioteca cittadina. Mentre stava arrivando, si scatenò un temporale e contemporaneamente, infilando la mano in tasca, si rese conto di un inconveniente che si verificava spesso: era rimasto senza sigarette. Con la coda dell’occhio vide i propri figli che uscivano dalla biblioteca ma non si fermò perché era certo di poter trovare un parcheggio, schizzare in tabaccheria, comprare le sigarette e tornare alla biblioteca prima che i bambini si bagnassero troppo. La sua immagine di padre che “aveva realmente lasciato i figli sotto la pioggia per procurarsi le sigarette” fu così umiliante che decise di smettere di fumare. (W. Miller, S. Rollnick, “Il colloquio motivazionale, Preparare la persona al cambiamento”, Seconda edizione, casa editrice Erickson)

Quando la discrepanza tra il comportamento problematico, nel caso della signora l’iperalimentazione e nel caso del signore il tabagismo, e il valore, ovvero essere una buona madre o un buon padre, diventa palese agli occhi del paziente, si instaura la disponibilità al cambiamento. Questo vi potrà far dire “E’ il momento di cambiare”.

La maternità può essere una risorsa
A proposito della maternità, un’altra signora ha detto durante un colloquio motivazionale: “Ho mangiato diversi biscotti del vassoio che mi era stato regalato. Li avrei mangiati tutti … Ma ho provato vergogna perché altrimenti mio figlio non avrebbe potuto assaggiarli. Alla fine ne ho preso uno di ogni tipo e gli altri li ho lasciati a lui”.

Mentre nel caso della paziente numero 1 il valore della maternità ha permesso l’inizio del cambiamento, nel caso della signora numero 2 il valore della maternità ha provocato il mantenimento del cambiamento. O meglio, grazie all’altruismo  per il figlio, la signora ha evitato di finire tutti i biscotti. In questo caso l’essere madre ha rappresentato una risorsa efficace per la paziente.

È importante che diveniamo consapevoli delle nostre risorse. I nostri valori quanto più sono radicati tanto più sono potenti propulsori del cambiamento.

Se individuiamo quali dei nostri valori possono avere influenza sul nostro comportamento alimentare, potremo utilizzarli come risorsa per aumentare la motivazione e riuscire a cambiare con successo.

mercoledì 16 ottobre 2013

McDonald's, 4 buoni motivi per dire NO al suo panino


Il 16 ottobre è la giornata mondiale dell'Alimentazione. E anche la giornata mondiale anti-McDonald's.

Nello stesso giorno in cui si celebra la giornata mondiale dell'Alimentazione promossa dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura), il sito web McSpotlight indìce la sua giornata mondiale contro McDonald's

Una coincidenza di date curiosa, direi volutamente provocatoria, visto che da una parte si puntano i riflettori sul problema della fame nel mondo, dall'altro si boicotta il simbolo dell'abbondanza di cibo. Un contrasto stridente che mira a scuotere le nostre coscienze, a sensibilizzarci ai problemi ambientali e nutrizionali del pianeta e ad un'alimentazione consapevole

Per scegliere cosa mangiare consapevolmente, dobbiamo innanzitutto conoscere i quattro motivi per i quali il cibo di McDonald's non è l'ideale per chi è attento alla linea e soprattutto alla salute:

1. E’ cibo spazzatura
Il pasto consumato nei fast food è di bassa qualità e nutrizionalmente inadeguato. Il grafico seguente mostra i valori nutrizionali di un pasto da McDonald’s: troppo carico di grassi saturi, proteine, sale e zuccheri semplici, povero di carboidrati complessi e pressoché privo di fibre. Un cocktail letale sia per la nostra linea sia per la nostra salute. Non sarà un caso se negli USA, dove McDonald’s regna sovrana, c’è uno dei tassi di obesità e malattie cardiovascolari più alti del mondo. 


2. Sfrutta i lavoratori
I dipendenti di McDonald's sono sfruttati, sottopagati e in regime di precariato. Gli straordinari sono perlopiù non retribuiti. I lavoratori sono assunti con contratti precari e l'elevato turnover rende impossibile qualsiasi tentativo di organizzazione in sindacati e di rivendicazione dei diritti. Alla faccia delle pubblicità che mostrano dipendenti felici!

3. Toglie cibo ai poveri
McDonald's vende per la maggior parte prodotti a base di carne, soprattutto rossa. L'allevamento dei capi di bestiame necessita di grandi risorse di cereali e acqua. Considerate che per produrre 200 grammi di carne vengono impiegati quasi 2 chili di cereali. Quanto basterebbe per sfamare 8 bambini dei Paesi sottosviluppati e in via di sviluppo. Se moltiplicate questi dati per il numero di hamburgers venduti ogni giorno da McDonald's, potrebbe essere sfamato un intero continente. 

4. Danneggia l'ambiente
Nei Paesi tropicali e subtropicali intere foreste vengono abbattute per far posto agli allevamenti intensivi del bestiame. Come se non bastasse, gli animali producono anidride carbonica, metano e ossido di azoto, responsabili dell'effetto serra. Mangiando meno carne si potrebbe ridurre del 25 % l'emissione di gas tossici.

Are you still lovin' it?

martedì 15 ottobre 2013

motivAzione | Come ho scoperto il colloquio motivazionale. Storia di una Dietista neolaureata

Il colloquio motivazionale non te lo insegnano all’ Università … Né tanto meno ti insegnano a comunicare con il paziente.

Più volte negli articoli precedenti ho citato il colloquio motivazionale come strumento per aumentare la motivazione alla dieta. Probabilmente non saprai cos’ è il colloquio motivazionale - e non te ne faccio di certo una colpa! - perché di norma non è un metodo utilizzato dai professionisti della Nutrizione “vecchio stampo”.

Persino per me (non che io sia onnisciente, parlo semplicemente in qualità di addetta ai lavori) è stata una scoperta … Perché il colloquio motivazionale non te lo insegnano all’ Università … Né tanto meno ti insegnano a comunicare con il paziente. Un vero peccato.

Per spiegarti in cosa consiste il colloquio motivazionale ti racconto come mi sono avvicinata a questo metodo.
Qualche mese dopo la Laurea, nel novembre 2010, ho iniziato l’attività libero professionale cominciando a ricevere i primi pazienti. In alcuni casi andava bene nel senso che il paziente seguiva la dieta e raggiungeva gli obiettivi. Altre volte andava meno bene: il paziente tornava visibilmente demoralizzato. Dopo aver fatto le modifiche del caso alla dieta la situazione non migliorava, non c’erano risultati e il paziente finiva per mollare.

Perché non c’erano risultati? Non perché la dieta non fosse ben fatta. I calcoli erano tutti a posto, in virtù di quel sapere accademico che ti insegna a conteggiare le calorie al secondo numero decimale, ma non a comunicare. 
Molto più semplicemente non ci muovevamo nella direzione degli obiettivi prefissati perché il paziente, incontrando delle difficoltà che gli impedivano di seguire la dieta, aveva timore di confessarlo.

Allora ho cominciato a pensare: “Posso fare qualcosa in più per il mio paziente? Come posso incoraggiarlo ad esplorare il suo problema? Posso fare qualcosa per aumentare la sua motivazione?”. Ho trovato risposta a queste domande quando su Internet mi sono imbattuta nei corsi di Programmazione Neuro Linguistica e Counseling nutrizionale.

Non ci crederai ma erano esattamente quello che stavo cercando! Mi serviva imparare a comunicare, instaurare una relazione di fiducia reciproca con il paziente e aumentarne la motivazione. Dal settembre 2012 ad oggi sono quotidianamente impegnata nello studiare, approfondire e mettere in pratica l’approccio motivazionale.

Posso darti a questo punto una definizione più tecnica: il colloquio motivazionale è un metodo centrato sul cliente per aumentarne la motivazione intrinseca al cambiamento attraverso l’esplorazione e la risoluzione dell’ambivalenza.

Il colloquio motivazionale NON E’ psicoterapia, non scava nel passato, non si occupa dei disturbi psichici, non si propone di modificare la personalità. Il colloquio motivazionale NON E’ nemmeno, come qualcuno che cercava di screditarmi mi ha detto, un metodo che serve ai neolaureati che non hanno esperienza ma che non serve ai più esperti. Tutti coloro che operano nel campo della salute dovrebbero possedere queste capacità, che siano neolaureati o che siano agli sgoccioli per la pensione.

Il colloquio motivazionale è un modo di essere e di comunicare per aiutare la persona che vuole cambiare. Nell’ ambito della salute, utilizzando il colloquio motivazionale il professionista è in grado di far emergere la motivazione al cambiamento del comportamento problematico. Io, in qualità di Dietista, adopero l’approccio motivazionale per favorire la modifica delle abitudini alimentari in modo che il paziente raggiunga gli obiettivi di peso e salute.

Da quello che ho detto sembra che il professionista abbia il merito delle riuscita del cambiamento. In realtà il merito è tutto del paziente ed è questo il bello! Mi piace citare una mia paziente, secondo la quale il colloquio motivazionale è “un approccio interiorizzato”. Sì perché è finalizzato alla ricerca delle risorse che il paziente stesso può reperire dentro di sé.

Per concludere, faccio un parallelo tra il metodo confrontazionale e prescrittivo che usavo ad inizio carriera e quello motivazionale che utilizzo adesso.
Una delle mie prime pazienti è stata una signora con obesità di seconda classe. Ogni volta ai controlli aveva solo mezzo chilo in meno, a fronte di una perdita di peso stimata di 3-4 kg al mese. Alla fine si scoraggiò e decise di lasciar perdere la dieta. Questa signora ha ricominciato il percorso qualche mese fa. Stavolta ho utilizzato il colloquio motivazionale, stavolta ha perso 15 kg in 5 mesi. E mi ha detto: “Ora capisco perché prima non perdevo peso! Avevo delle crisi bulimiche”.

"Qui vedo oggi un'aula piena di studenti di Medicina. Non lasciatevi anestetizzare, non lasciatevi intorpidire di fronte al miracolo della vita. Vivete sempre con stupore il glorioso meccanismo del corpo umano. Questo deve essere il fulcro dei vostri studi e non la caccia ai voti, che non vi daranno alcuna idea di che tipo di medico potrete diventare. E non aspettate di essere in corsia per acquistare la vostra umanità, sviluppate subito la CAPACITA' DI COMUNICARE." 

(dal film Patch Adams)

giovedì 10 ottobre 2013

10 ottobre, la giornata dell'obesità. Anche le parole hanno un peso

Oggi, 10 ottobre, è la giornata dell'obesità. In tutta Italia molti presidi ospedalieri e servizi di Nutrizione hanno aperto le porte degli ambulatori gratuitamente. Si possono così fare delle visite a costo zero per valutare la propria condizione di salute, sapere quale dovrebbe essere il proprio peso corretto e come mangiare per perdere peso.

Non è in questo articolo che mi soffermerò sui rischi dell'obesità per la salute e sulle sue complicanze. Vorrei piuttosto soffermarmi sulla condizione psicologica di chi ha molti chili di troppo e fare due considerazioni.

Le persone in sovrappeso spesso sanno quale dovrebbe essere il loro peso e sono perfettamente consapevoli che il loro comportamento alimentare mette a repentaglio la loro salute.
Semplicemente non riescono a dimagrire perché non si sentono in grado di farlo. 
Ci hanno provato più e più volte, con mille diete, ma alla fine ogni tentativo è andato male.

Dove sta lo sbaglio?
Lo sbaglio lo facciamo noi professionisti che pensiamo che la dieta e l'attività fisica siano l'unica soluzione.
Lo sbaglio è ridurre il problema dell'obesità a una mera ingordigia, alla golosità del paziente.
Lo sbaglio è non tenere conto delle implicazioni psicologiche.

Qual è l'approccio migliore?
Necessario sì rivedere lo stile alimentare ma non è l'unica soluzione. Umiliazione, sofferenza, depressione, isolamento sociale sono all'origine di abbuffate. L'abbuffata genera emozioni negative di fallimento che a loro volta si cerca di lenire con una nuova abbuffata. Se non trattiamo anche i sentimenti che innescano e mantengono il comportamento alimentare problematico, ogni tentativo sarà destinato a fallire. Purtroppo.

Per esprimere meglio il concetto cito lo psicoterapeuta Giovanni Porta:
«Il primo passo per rompere questo circolo vizioso è aiutare la persona obesa a entrare in contatto con le proprie emozioni e sensazioni, e aiutarla a riscoprire che la soddisfazione dei suoi bisogni non passa necessariamente attraverso il cibo. - continua Giovanni Porta - Le emozioni sono come le spie che si accendono sul cruscotto dell'auto mentre stiamo guidando, e ognuna di esse indica una necessità. Prendiamo ad esempio la tristezza, sotto la quale si nasconde la mancanza di qualcosa che per noi è importante. Se mi sento triste perché ho voglia di parlare con un amico e condividere i miei vissuti, l'unica cosa che mi farà smettere di essere triste è parlare con un amico. 
Se affronto la situazione mangiando (cosa che lì per lì sembra calmare il mio stato emotivo) ben presto la sensazione di piacere si esaurirà, e mi ritroverò ugualmente triste, e avrò anche acquisito peso, cosa deleteria per la mia autostima. 
Imparare a riconoscere e soddisfare le proprie esigenze emotive ed affettive è un prerequisito importante per mantenere elevato il livello di motivazione necessario a conseguire il dimagrimento. 
Sostenere una persona con bassa autostima significa aiutarla a compiere le azioni che ritiene buone per sé: nel caso dell'obeso, dimagrire. Man mano che la persona acquista un senso di auto-efficacia, che cioè inizia a veder ripagati i propri sforzi, sarà sempre meno difficoltoso mantenersi motivata, e lo stesso processo virtuoso potrà essere esportato ad altri ambiti della propria vita, tanto da effettuare finalmente quelle conquiste socio-relazionali da tanto tempo sognate». (da http://www.primadanoi.it/news/salute/543516/10-ottobre---Obesity-day.html)

La seconda considerazione è: perché chiamarla "giornata dell'obesità"?
A mio avviso sarebbe stato meglio parlare di "giornata del peso ideale". Questo per due motivi:
1. affinché l'obiettivo sia formulato correttamente e che ci sentiamo in grado di raggiungerlo, è necessario che l'obiettivo sia espresso in positivo per generare ottimismo. L'obiettivo potrebbe essere quello di raggiungere il peso ideale, non di rimanere obesi.
2. Parlare di obesità genera uno stigma. Le persone obese sono reticenti a definirsi tali per paura di essere stigmatizzate, inserite in una categoria da deplorare, disprezzare, evitare. A nessuno piace essere definito obeso.

Per me il 10 ottobre è la "giornata del peso ideale".

Anche le parole hanno un peso.

lunedì 7 ottobre 2013

motivAzione | Aumenta la motivazione alla dieta in 4 passi

La maggior parte dei pazienti che si recano in uno studio di nutrizione per un problema di peso o di salute è intenzionata a raggiungere l’obiettivo. Qualcuno più, qualcuno meno.

Alcuni pazienti si dicono molto motivati e pronti ad accettare qualsiasi prescrizione. Altri vorrebbero cambiare ma con qualche incertezza. Altri ancora sono stati mandati dal loro medico che seccamente ha sentenziato “Deve dimagrire” e a ben vedere non sono ancora pronti per il cambiamento.

Come è normale che sia, la motivazione non è uguale in tutti all’inizio. E nemmeno durante il percorso. La motivazione non è bianco o nero, voglio o non voglio. Piuttosto immaginate la motivazione come un arcobaleno in cui ci sono 7 colori ma un’infinità di sfumature.

Occorre quindi che per raggiungere gli obiettivi diamo nuova linfa alla motivazione, in 4 mosse.

Innanzitutto dobbiamo individuare i fattori che possono influenzare la motivazione. Focalizziamoci in particolare su: la fiducia nel professionista, la disponibilità al cambiamento, la percezione dei lati negativi e dei lati positivi del cambiamento, il grado di fiducia nel cambiamento.

Puoi aumentare la tua motivazione dando risposta a queste 4 domande:
  1. “Mi sento pronto a cambiare in questo momento?”: può anche essere che la risposta sia no, non mi sento pronto. In questo caso meglio non forzare la mano, se non ti senti pronto non iniziare il percorso. In questo caso puoi chiedere informazioni riguardo la tua situazione, come per esempio gli eventuali effetti del comportamento problematico sulla tua salute. L’aumento della consapevolezza riguardo alla tua situazione favorirà il processo decisionale.
  2. “Mi ritengo in grado di cambiare?”: quanto pensi di essere in grado di cambiare? Se dovessi dare un voto da 1 a 10 la tua probabilità di successo sarebbe … ? Per aumentare le possibilità di riuscita può esserti utile pensare a persone nella tua situazione che ce l’hanno fatta, riflettere su quella volta che ce l’hai fatta, porti un obiettivo che ti senti di poter raggiungere. Tutto questo aumenterà il tuo senso di autoefficacia.
  3. “E’ il professionista che fa per me?”: non stiamo discutendo della competenza tecnica del professionista ma sulle abilità relazionali. Prova a capire se il metodo del professionista è quello giusto per te, per aumentare la tua motivazione. Il Dietista motivante ha 4 qualità che puoi leggere qui: http://nutritibenevivimeglio.blogspot.it/2013/09/motivazione-scegliere-un-dietista.html. Prima di iniziare il percorso fa’ tutte le domande che vuoi riguardo al modo con cui si può realizzare il cambiamento e le possibilità di riuscita. Puoi anche chiedere di raccontarti storie di pazienti (ovviamente senza fare nomi e nel rispetto della normativa sulla privacy) sulla tua stessa barca che sono riusciti a cambiare con successo. Se ti ha convinto procedi pure.
  4. “Vorrei tanto dimagrire ma mi sembra così difficile!”: è la tipica frase della persona che del cambiamento ritiene più pesanti i lati negativi che quelli positivi. Non posso negare che il cambiamento di un’abitudine comporti degli indubbi benefici ma anche dei costi. Prima di lanciarti in una nuova dieta puoi fare questo esercizio: mettiti a tavolino, prendi un foglio bianco e scrivi tutti i lati positivi e tutti i lati negativi del cambiamento che ti vengono in mente. Mettere tutto per iscritto ti aiuterà ad avere un quadro più chiaro della situazione e del da farsi. Si tratta di una fase particolarmente importante per far emergere la tua motivazione al cambiamento.
Ricapitolando: sii disponibile al cambiamento, ottimista riguardo il buon esito del tentativo e abbi fiducia nel professionista. E soprattutto esplora tutti gli aspetti del cambiamento, positivi e negativi.