martedì 15 ottobre 2013

motivAzione | Come ho scoperto il colloquio motivazionale. Storia di una Dietista neolaureata

Il colloquio motivazionale non te lo insegnano all’ Università … Né tanto meno ti insegnano a comunicare con il paziente.

Più volte negli articoli precedenti ho citato il colloquio motivazionale come strumento per aumentare la motivazione alla dieta. Probabilmente non saprai cos’ è il colloquio motivazionale - e non te ne faccio di certo una colpa! - perché di norma non è un metodo utilizzato dai professionisti della Nutrizione “vecchio stampo”.

Persino per me (non che io sia onnisciente, parlo semplicemente in qualità di addetta ai lavori) è stata una scoperta … Perché il colloquio motivazionale non te lo insegnano all’ Università … Né tanto meno ti insegnano a comunicare con il paziente. Un vero peccato.

Per spiegarti in cosa consiste il colloquio motivazionale ti racconto come mi sono avvicinata a questo metodo.
Qualche mese dopo la Laurea, nel novembre 2010, ho iniziato l’attività libero professionale cominciando a ricevere i primi pazienti. In alcuni casi andava bene nel senso che il paziente seguiva la dieta e raggiungeva gli obiettivi. Altre volte andava meno bene: il paziente tornava visibilmente demoralizzato. Dopo aver fatto le modifiche del caso alla dieta la situazione non migliorava, non c’erano risultati e il paziente finiva per mollare.

Perché non c’erano risultati? Non perché la dieta non fosse ben fatta. I calcoli erano tutti a posto, in virtù di quel sapere accademico che ti insegna a conteggiare le calorie al secondo numero decimale, ma non a comunicare. 
Molto più semplicemente non ci muovevamo nella direzione degli obiettivi prefissati perché il paziente, incontrando delle difficoltà che gli impedivano di seguire la dieta, aveva timore di confessarlo.

Allora ho cominciato a pensare: “Posso fare qualcosa in più per il mio paziente? Come posso incoraggiarlo ad esplorare il suo problema? Posso fare qualcosa per aumentare la sua motivazione?”. Ho trovato risposta a queste domande quando su Internet mi sono imbattuta nei corsi di Programmazione Neuro Linguistica e Counseling nutrizionale.

Non ci crederai ma erano esattamente quello che stavo cercando! Mi serviva imparare a comunicare, instaurare una relazione di fiducia reciproca con il paziente e aumentarne la motivazione. Dal settembre 2012 ad oggi sono quotidianamente impegnata nello studiare, approfondire e mettere in pratica l’approccio motivazionale.

Posso darti a questo punto una definizione più tecnica: il colloquio motivazionale è un metodo centrato sul cliente per aumentarne la motivazione intrinseca al cambiamento attraverso l’esplorazione e la risoluzione dell’ambivalenza.

Il colloquio motivazionale NON E’ psicoterapia, non scava nel passato, non si occupa dei disturbi psichici, non si propone di modificare la personalità. Il colloquio motivazionale NON E’ nemmeno, come qualcuno che cercava di screditarmi mi ha detto, un metodo che serve ai neolaureati che non hanno esperienza ma che non serve ai più esperti. Tutti coloro che operano nel campo della salute dovrebbero possedere queste capacità, che siano neolaureati o che siano agli sgoccioli per la pensione.

Il colloquio motivazionale è un modo di essere e di comunicare per aiutare la persona che vuole cambiare. Nell’ ambito della salute, utilizzando il colloquio motivazionale il professionista è in grado di far emergere la motivazione al cambiamento del comportamento problematico. Io, in qualità di Dietista, adopero l’approccio motivazionale per favorire la modifica delle abitudini alimentari in modo che il paziente raggiunga gli obiettivi di peso e salute.

Da quello che ho detto sembra che il professionista abbia il merito delle riuscita del cambiamento. In realtà il merito è tutto del paziente ed è questo il bello! Mi piace citare una mia paziente, secondo la quale il colloquio motivazionale è “un approccio interiorizzato”. Sì perché è finalizzato alla ricerca delle risorse che il paziente stesso può reperire dentro di sé.

Per concludere, faccio un parallelo tra il metodo confrontazionale e prescrittivo che usavo ad inizio carriera e quello motivazionale che utilizzo adesso.
Una delle mie prime pazienti è stata una signora con obesità di seconda classe. Ogni volta ai controlli aveva solo mezzo chilo in meno, a fronte di una perdita di peso stimata di 3-4 kg al mese. Alla fine si scoraggiò e decise di lasciar perdere la dieta. Questa signora ha ricominciato il percorso qualche mese fa. Stavolta ho utilizzato il colloquio motivazionale, stavolta ha perso 15 kg in 5 mesi. E mi ha detto: “Ora capisco perché prima non perdevo peso! Avevo delle crisi bulimiche”.

"Qui vedo oggi un'aula piena di studenti di Medicina. Non lasciatevi anestetizzare, non lasciatevi intorpidire di fronte al miracolo della vita. Vivete sempre con stupore il glorioso meccanismo del corpo umano. Questo deve essere il fulcro dei vostri studi e non la caccia ai voti, che non vi daranno alcuna idea di che tipo di medico potrete diventare. E non aspettate di essere in corsia per acquistare la vostra umanità, sviluppate subito la CAPACITA' DI COMUNICARE." 

(dal film Patch Adams)

Nessun commento:

Posta un commento