lunedì 24 febbraio 2014

motivAzione | Incoraggiare é meglio che rimproverare

"Mio figlio non vuole seguire la dieta e io mi arrabbio con lui. Su, sii onesto e non girarci attorno. Diglielo alla Dottoressa che non la segui la dieta, è inutile che siamo qui se non la segui", dice la mamma di un bambino di 12 anni che ha intrapreso il programma nutrizionale con qualche difficoltà.

L'inquietudine e la rassegnazione della donna le capisco. Tuttavia questo atteggiamento coercitivo non è fruttuoso, anzi è controproducenteCi sono altre strategie utili a migliorare l'aderenza dei nostri famigliari alla dieta ed educarli ad una corretta alimentazione. Ti spiego una serie di procedure per motivare i tuoi cari (figli, coniuge o anche amici) a fare scelte alimentari corrette e uno stile di vita sano:

Estingui i comportamenti indesiderati
Di fronte al presentarsi del comportamento indesiderato meglio sarà ignorarlo, non dargli alcuna importanza. Ad esempio quando il bambino mangia una merendina o beve una Coca Cola lascia stare, rimani in silenzio, impassibile.

Modifica lo stimolo
Elimina gli eventi che innescano il comportamento indesiderato. Per esempio evita di comprare cibi spazzatura e bibite gassate zuccherine. Compra cibi sani. Il comportamento che non è stimolato avrà minori probabilità di essere ripetuto. In questo caso si dice che lo stimolo viene rimosso.

Rinforza comportamenti alternativi
Fa' notare al famigliare, quando attua un comportamento corretto, che va in direzione degli obiettivi. Quando per esempio il bambino sceglie una merenda sana con uno yogurt o della frutta, elogialo, fagli i complimenti. Puoi addirittura premiarlo, che so, facendogli trovare una fetta della sua torta preferita la domenica mattina!

Alcune ricerche hanno studiato il comportamento delle coppie di coniugi, uno sano e l'altro affetto da diabete, per valutare in che modo il comportamento del coniuge sano potesse influenzare l'aderenza alla terapia del coniuge malato. 

Le strategie prese in esame sono state la minaccia, ovvero le cose che il coniuge sano può dire o fare per allertare il coniuge circa le conseguenze di una dieta sbagliata, e l'incoraggiamento, cioè ciò che il coniuge sano può dire o fare per promuovere comportamenti alimentari sani.
Da un'ampia review (1) è risultato che:

• il protective buffering, ovvero il nascondere le proprie preoccupazioni e sottostimare l'importanza del cambiamento per evitare eventuali conflitti, non ha aumentato l'aderenza al trattamento né la soddisfazione coniugale. Al contrario è stato produttivo l'active engagement, ovvero la capacità dei coniugi di comunicare apertamente con l'altro circa i propri stati d'animo, di individuare strategie comuni di risoluzione dei problemi e di entrare in empatia con l'altro. Comunicare e discutere dei problemi si sono rivelate strategie efficaci per aumentare l'aderenza al trattamento;

• le strategie prese in esame sono state la minaccia, ovvero le cose che il coniuge sano può dire o fare per allertare il coniuge circa le conseguenze di una dieta sbagliata, e l'incoraggiamento, cioè ciò che il coniuge sano può dire o fare per promuovere comportamenti alimentari sani. La minaccia ha impattato negativamente sull'aderenza alla dieta e all'esercizio fisico. L'incoraggiamento invece ha migliorato l'aderenza al trattamento e di conseguenza il benessere di coppia. In particolare sono risultati molto utili complimentarsi con l'altro rispetto alla sua gestione della malattia, mangiare negli stessi momenti e lodare il paziente per i propri sforzi. Questo ha giovato al paziente e alla sua malattia. 

Essere più incoraggianti e meno coercitivi risulta avere un'influenza positiva maggiore. E comunque il buon esempio è tra le armi più potenti a nostra disposizione.
1. S. Mazzucca, G. Morgese, P. Gentili, Analisi di alcuni strumenti psicometrici per la valutazione della relazione di coppia, Giornale Italiano di Diabetologia e Metabolismo, 2013, pagg. 125-134.

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