lunedì 17 marzo 2014

motivAzione | Dimagrire: come farlo partire dalla testa

"Perché la mia amica è riuscita a dimagrire e io no? E perché qualche anno fa ero riuscita a togliere i chili di troppo e ora mi sembra tutto più difficile?". Non si tratta della semplice forza di volontà. E' questione di motivazione.

E' curioso che questa rubrica si chiami motivAzione ma io non ne abbia mai dato una definizione sistematica. Almeno non che io ricordi... Ma se la trovate, fatemelo sapere! :-) Rimedio adesso allora: 
la motivazione è l'insieme dei fattori che spinge l'individuo a cominciare e mantenere una data azione. 
E' proprio la motivazione che condiziona un tentativo di mettersi a dieta. Più nello specifico, gli stadi della motivazione condizionano il momento in cui iniziamo una dieta, le possibilità di riuscita e le eventuali ricadute. E quindi, proprio in virtù della sua importanza, vale la pena spiegare come funziona questo processo. La motivazione non è un'entità che "o ce l'hai o non ce l'hai", un punto fermo. Al contrario è un continuum, una ruota che gira passando attraverso varie fasi:

Precontemplazione: è la fase in cui la persona non sa di avere un problema oppure lo sa ma non ho nessuna intenzione di risolverlo. Per esempio "Il mio peso mi sembra quello corretto" (e in realtà si è in sovrappeso). Oppure "ho il colesterolo alto ma che me ne importa! Non mi verrà certo un infarto per questo!". La persona non ha consapevolezza della sua situazione o, pur avendone, rifiuta di impegnarsi nel cambiamento.

Contemplazione: si inizia a considerare l'ipotesi di avere un problema. "Beh, effettivamente quando avevo qualche chilo in meno stavo meglio... Mi muovevo meglio, non avevo tutto questo fiatone e avevo anche il colesterolo più basso... Ma dovrei mettermi a dieta e questo non è proprio il momento giusto...". Questo "voglio e non voglio", che in termini tecnici viene chiamato ambivalenza, indica la consapevolezza di essere in un problema. A seguito di questa presa di coscienza, la persona considera la possibilità di cambiare ma gli svantaggi predominano sui vantaggi. La persona non è ancora pronta per il cambiamento.

Determinazione: "Questi chili di troppo devo proprio toglierli! Non ce la faccio più, se continuo così tra un po' mi verrà un infarto. E' venuto il momento di dimagrire. Ma come faccio?". E' una fase chiave dell'intero processo di cambiamento: la persona ha acquisito la piena coscienza di avere un problema e trova la forza, la capacità e gli strumenti per cambiare; in questo modo potrà effettivamente adoperarsi perché questo cambiamento avvenga. 

Azione: "Mi sono messo a dieta per dimagrire, sto controllando periodicamente il peso e il livello di colesterolo nel sangue, porto fuori il cane ogni mattina e facciamo il giro del quartiere, ho contattato un cardiologo per una visita specialistica". La persona si sta impegnando attivamente nel cambiamento.

Tuttavia non è improbabile che l'ambivalenza torni a manifestarsi. "Mi sembra tutto così difficile!" e gli svantaggi tornano a prevalere sui vantaggi. Se e quando le difficoltà ricompaiono, è necessario che vengano risolte in modo tempestivo per rendere il percorso più agevole. 

Mantenimento: "Proprio non voglio tornare indietro. Ora sto così bene!". La persona si impegna a non ricadere nella situazione problematica, intende consolidare i risultati raggiunti e proseguire nella conquista di una migliore condizione fisica e di salute. Un'eventuale ricaduta sarebbe comunque anch'essa parte del processo di cambiamento e rappresenta lo start per l'inizio di un altro tentativo.

"Ok, Vane', ma con tutto questo preambolo che vuoi dire?". Voglio dire che: 
• è inutile imporre un cambiamento ad una persona che non è ancora consapevole di avere un problema, che si trova nella precontemplazione;
• ti sconsiglio di iniziare una dieta quando sei ancora nella contemplazione, ovvero quando i "ma" prevalgono sui "voglio". Un tentativo in questa fase equivarrebbe a forzare la mano in un momento in cui non sei pronto;
• in ogni fase del processo di cambiamento si può progredire o regredire. L'ambivalenza è sempre in agguato ma la si può vincere;
• intraprendendo un percorso consapevole, di cui tu hai deciso i tempi e i modi, potrai realizzare un cambiamento duraturo e mantenere i risultati nel tempo. Per stare meglio è necessario che ti impegni in una modifica del comportamento.
Come dice qualcuno, "Se non parte dalla testa...".

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