lunedì 19 maggio 2014

motivAzione | 5 buoni motivi per andare al controllo

Avete iniziato una dieta e siete incerti se fissare o no la data di un controllo? Qualcuno pensa di poter fare a meno del professionista non appena ha la dieta in mano (o sulla mail). "Questa è la dieta, devo solo seguirla e il gioco è fatto! ... Non mi va di tornare dal Dietista a farmi giudicare... Anche perché i controlli hanno un costo e di questi tempi... E poi la bilancia ce l'ho a casa... Mi peserò lì". 

Dopo avere maturato questo intendimento, si inizia a fare la dieta a giorni alterni, come le targhe a Milano nei giorni di smog. "Solo questo piccolo sgarro...", "In questi giorni proprio non me la sento di fare la dieta, ho tutt'altro per la testa", "Riprenderò dopo le feste". E si finisce per ritrovarsi esattamente come si era cominciato, né più né meno. 

Possiamo invertire la rotta semplicemente non mancando ai controlli. Non ho scritto questo articolo per averne un ritorno economico: quello che mi preme è farti comprendere che il controllo non è una perdita di tempo ma parte integrante ed irrinunciabile del percorso.

"Io ci voglio anche andare ai controlli, Dottore', ma devo capire a cosa mi servono". Presto detto:

1. avere una scadenza: la prima utilità del controllo, quella che riconosce la maggior parte dei pazienti, è di avere la scadenza. Quando si stabilisce una data, si ha un termine entro cui è desiderabile raggiungere determinati obiettivi. Quando al contrario non si ha una scadenza, si tende a procrastinare, rimandare di giorno in giorno. "Questo piccolo pezzo di pane non mi farà niente per oggi, domani seguirò meglio la dieta..." e intanto in un giorno si è fatto meno bene di quel che si sarebbe potuto. Non è detto che questo pensiero non sopraggiunga anche se si ha la data del controllo ma credo che la tendenza a procrastinare in quest'ultimo caso sia minore.

2. pesarsi e misurarsi: è bello dare una buona notizia al paziente! Spesso i pazienti sono i primi a percepire miglioramenti, passi in direzione del cambiamento, ma sentirlo dalla voce del professionista lo farà diventare reale. Altrimenti pesarsi e misurarsi serve per capire quanto danno si è fatto, per prendersi la responsabilità delle proprie azioni e capire in quale misura gli errori alimentari hanno pesato sulla bilancia. In questo caso la data del controllo sancisce per molti la ripartenza. Della serie "Da domani mi ci rimetto".

3. stabilire gli obiettivi futuri: se vuoi dimagrire è bene che tu abbia anche degli obiettivi temporali. Per questo indico sempre in quanto tempo è prevista la perdita di peso. E' meglio sapere il risultato atteso in modo da avere un punto fermo piuttosto che brancolare nel buio. 

4. valutare eventuali modifiche alla dieta: qualcuno mi rimprovera di essere particolarmente permissiva, per esempio quando cedo di fronte alla richiesta di un dolce. Ma se non lo facessi, questo aiuterebbe il paziente a seguire meglio la dieta? Credo di no: il paziente rimarrebbe con quella voglia insoddisfatta che crescerebbe sempre più fino ad abbuffarsi proprio del cibo vietato. Senso di colpa, frustrazione e rassegnazione a gogò, e addio dieta! Penso sia meglio assecondare una voglia una tantum, piuttosto che trincerarmi dietro uno secco e sterile no. Quindi il controllo serve anche per scendere a compromessi, fintanto che posso, nel caso in cui il paziente non riesca a seguire la dieta così com'è. 

5. imparare a gestire le difficoltà quotidiane: la motivazione può essere influenzata da qualche ostacolo che si frappone tra noi e il proposito di seguire la dieta. Quando non si riesce a seguire bene la dieta, non significa che non ci interessa più perdere peso. L'intenzione iniziale rimane ma ci sembra di non farcela perché ci è difficile resistere alle tentazioni o organizzare il pasto per tutta la famiglia o pesare gli alimenti. Per poter andare avanti è necessario che quel qualcosa diventi un po' meno difficile, un po' più facile. Al controllo possiamo parlarne per rinforzare la motivazione.

M. mi ha detto qualche giorno fa: "So di non aver seguito la dieta alla lettera in questi giorni. Però tu mi avevi detto che dovevo comunque tornare al controllo ed eccomi qua. Vorrei parlarti di quello che mi è successo, così mi consiglierai sul da farsi". Poco dopo: "Se oggi non fossi tornata, forse mi sarei lasciata andare e avrei abbandonato la dieta".

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