lunedì 29 settembre 2014

motivAzione | "Lascio o continuo la dieta?", questo è il dilemma!

"Non so se voglio veramente arrivare a 60 chili, sto pensando di abbandonare la dieta". G. non riesce a scendere sotto i 65 chili e pare voglia ridefinire gli obiettivi iniziali. A questo si aggiunge un secondo punto: continuare il programma o interrompere il percorso? Facciamo qualche riflessione dal punto di vista motivazionale e parliamo delle soluzioni.

Quando il paziente esprime la volontà di riformulare l'obiettivo che ci eravamo posti all'inizio, indago se lo dice perché ritiene che i 60 chili (nell'esempio di G.) sono un obiettivo che non condivide ("Non mi ci sentirei bene... ") o che non si sente di poter raggiungere.

Nel primo caso, è del tutto lecito che ci si voglia fermare, se pensiamo veramente di essere giunti al capolinea. E' successo a L.: "So che avevamo stabilito che sarei arrivata a 60 chili ma adesso, a 61 chili e mezzo, mi sento bene. Ho perso 15 chili e sono diventata un'altra: in compagnia rido, scherzo e non mi faccio problemi. Sono più sicura di me." L., sebbene in partenza avessimo stabilito come traguardo i 60 chili, si è fermata perché si sente bene a 61 chili e mezzo. 

Nel secondo caso, il pensare di non essere in grado di raggiungere il peso desiderato, è spesso fonte di insoddisfazione e frustrazione per il paziente. Equivale ad un doversi accontentare. Da qui nasce l'interrogativo "Mi fermo o continuo con la dieta?". Meglio sarebbe fermarsi una volta raggiunti i propri veri obiettivi. "Ma arrivarci mi sembra così difficile..." 

Che fare quando "Mi piacerebbe tanto dimagrire ma mi sembra così difficile"?
E' una reazione logica e comprensibile il tentare di minimizzare. Se penso di non potercela fare, inizio ad addurre una serie di spiegazioni per autoassolvermi: "Questo peso non è poi così male. Alla fine sto bene anche così, o no?", "Io in fin dei conti 60 chili non li ho mai pesati, perché dovrei arrivarci adesso?", "Forse a 60 chili sarei fin troppo magra per la mia costituzione ...".

Ripeto, tutte queste affermazioni sono legittime se ci crediamo veramente ma non se lo diciamo per giustificare il fatto che non ci riusciamo. 

Cosa fare? Prima di tutto, verificare se l'obiettivo è ben formato rispondendo a queste cinque domande. E poi sciogliere il nodo della questione: perché ci sembra di non riuscirci? Quali sono gli ostacoli? E dunque, come riuscirci?

Il colloquio con G. è stato esemplare: pur tentando di banalizzare, ha ammesso che vorrebbe arrivare a 60 chili. E' solo che non sa come fare, come superare gli ostacoli che le si parano davanti tutti i giorni. La sua difficoltà principale sta nel fatto che si sfoga con il cibo nei momenti di tensione. Cosa che le impedisce di raggiungere il peso ideale. 

Ha trovato la sua soluzione: cercherà il silenzio quando sarà arrabbiata ("Il silenzio mi rilassa") e leggerà un libro per tranquillizzarsi ("Quello di Fabio Volo, normalmente lo leggo la sera prima di addormentarmi"). L'efficacia della soluzione è ancora da testare ma lei ci sta provando a superare l'ostacolo, ed è già un buon segno.

Ammiro G. per la sua disponibilità al problem solving. Altri nella sua situazione si limitano a dire: "Speriamo che la volta prossima vada meglio". Come se la nostra vita non dipendesse dalle nostre azioni ma dalle nostre speranze. Come se domani potessimo svegliarci miracolosamente a 60 chili. Questo non ci aiuterà ad avere migliori risultati, anzi è un dato di fatto che quelli che la pensano così il più delle volte abbandonano il percorso. 

Siamo proprio sicuri di averle provate tutte, e con il sufficiente impegno? Nell'esplorare le possibilità, G. l'impegno ce lo sta mettendo.

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