lunedì 6 ottobre 2014

motivAzione | Responsabilizzarci per dimagrire

La settimana scorsa è stata per me densa di impegni, più del solito. Nuovi pazienti, molti programmi nutrizionali da elaborare, nuovi progetti da definire, corsi di aggiornamento, mi hanno preso molto tempo. Ve lo dico con sincerità: non ero troppo sicura di fare in tempo a scrivere per motivAzione. 

Tuttavia, viste le numerose visualizzazioni e considerate le email entusiaste di quanti che grazie a questi articoli stanno ottenendo risultati positivi, mi sono detta: "Ce la devi fare!". Ed eccoci qua a leggere qualche consiglio su come aumentare la nostra motivazione al cambiamento delle abitudini alimentari.

L'articolo di oggi verte su un episodio particolare che mi è successo in questa settimana con una paziente. Grazie ad esso ho capito quanto la responsabilizzazione sia importante nel processo di cambiamento. Vi spiego cosa è successo a R.

R. ha un problema: sopraffatta dalla stanchezza del lavoro, dall'accudimento dei figli e dalla gestione della casa, pilucca dolciumi. Racconta di rispettare regolarmente il programma nel resto della giornata e che il problema si manifesta alla sera. E' questo l'errore che le impedisce di perdere peso.

Fino a qui nulla di insolito. Molte persone si comportano allo stesso modo: mangiano correttamente durante il giorno, rovinano il ben fatto tra il tardo pomeriggio e la serata. Nella maggior parte dei casi, si tratta di fame emotiva ovvero di assunzione di cibo non giustificata da un effettivo bisogno fisiologico ma rispondente a stati d'animo. E' un comportamento disfunzionale che ci allontana dagli obiettivi e che nuoce alla nostra salute.

La particolarità del caso di R. sta nell'aver preso consapevolezza solo ora che il suo comportamento dipende da lei. La tendenza è di proiettare le tentazioni al di fuori di noi ("quel dolce mi tenta") senza prenderci la responsabilità di quello che sta succedendo ("mi sto lasciando tentare da quel dolce").

La differenza è sottile ma importante. Dobbiamo capire che la tentazione è insita in noi e che dipende unicamente dalla nostra volontà se cedervi o resistervi. E' un bene che sia così! Come facciamo infatti a cambiare una cosa che non dipende da noi? E' impossibile! Dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre azioni: prendendo coscienza del fatto che dipende da noi, possiamo modificare con successo il nostro comportamento muovendoci in direzione del cambiamento.

La chiave per il benessere è prendere atto che del nostro benessere siamo responsabili noi stessi per primi. Riconoscerci sia il merito sia il demerito delle nostre azioni ci aiuterà ad avere migliori risultati, anche nella dieta. Non è opportuno proiettare il nostro problema su fattori esterni ("Mi sono abbuffato perché Tizio mi ha fatto arrabbiare" oppure "Non riesco a dimagrire perché ho il metabolismo rallentato" quando invece si commettono errori alimentari). Attribuire un successo o un insuccesso a cause interne aumenterà la nostra capacità di analisi e di risoluzione del problema. 

Non voglio dire con questo che una volta capito che le nostre capacità di successo dipendono da noi, da domani il problema sarà risolto. Dico che per esempio il problema della fame emotiva possiamo esaminarlo meglio, procedere nella ricerca di soluzioni e metterle in pratica per verificarne l'efficacia.

Come dico sempre ai pazienti, per cambiare un comportamento ci vuole del tempo. Il nostro obiettivo è fare in modo che il problema si verifichi con sempre minore frequenza: se per esempio prima cedevamo sempre alla tentazione, poi saremo in grado di fuggirvi 3 volte su 7, dopo ancora 5 volte su 7. Pian piano, con la vostra partecipazione attiva, non cederete più alla tentazione. Ed ecco che i risultati saranno finalmente a portata di mano.

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Ringrazio con stima e affetto Giuseppina Menduno e Maria Luisa Pasquarella per gli straordinari insegnamenti che mi hanno trasmesso.

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