lunedì 1 giugno 2015

motivAzione | Come gestire le ricadute nell'abuso di cibo

La ricaduta si definisce in medicina come il ripresentarsi di un processo morboso prima guarito o di un comportamento problematico apparentemente cessato o in via di cessazione. 

Dopo aver fatto tanti sforzi per guarire, possiamo riammalarci. Dopo aver messo tutto l'impegno per smettere di fumare o di abusare di stupefacenti o di abusare di alcol, può capitare che ricominciamo. Allo stesso modo succede che torniamo ad abitudini alimentari che attentano alla nostra salute... E i danni si percepiscono sia dall'alterazione dei parametri metabolici sia dalle conseguenze sul peso.

Quando ci accorgiamo di essere in una ricaduta, siamo afflitti da un terribile senso di colpa e di impotenza e abbiamo un basso livello di autoefficacia. Ci sentiamo profondamente colpevoli e assolutamente non in grado di provare a correggere un'altra volta il comportamento problematico. Quanto più il nostro agire si discosta da quello che sappiamo essere corretto fare, tanto più questi sentimenti sono radicati e amplificati.

In caso di ricaduta, le reazioni automatiche negative più frequenti sono tre:
1. Auto-accusa: "Sono un buono a nulla"
2. Predizione pessimistica del futuro"Penso che non dimagrirò mai!"
3. Generalizzazione: "Anche questa volta non ce l'ho fatta, come sempre del resto..."

E' compito del professionista aiutare il paziente a diventare consapevole delle sue reazioni negative entrando in una partecipazione empatica delle sue difficoltà e della sua rappresentazione della malattia, senza colpevolizzarlo

Il paziente può agevolare il lavoro del professionista rendendolo partecipe della sua esperienza, con pregi e difetti. Egli può raccontare, per esempio, in che occasione il comportamento problematico si è ripresentato e con quali modalità, quali sono stati i pensieri che lo hanno scatenato, quali emozioni sono seguite. Per il racconto potrebbe essere una buona idea avvalersi del diario alimentare: nell'articolo come dimagrire imparando dai propri errori, potete capire di cosa si tratti e come compilarlo.

Insieme stabilite obiettivi che per il paziente siano facili da raggiungere. Individuate in quali momenti il paziente è più a rischio e quali saranno le strategie per ridurre il rischio.

E' importante intervenire tempestivamente per fare in modo che la ricaduta non porti il paziente a vanificare tutti i progressi fatti. Quando ci accorgiamo di essere in una ricaduta, è auspicabile che riusciamo a cambiare comportamento prima di riprendere tutti i chili persi o di riscontrare, per esempio, che l'emoglobina glicata sia tornata nuovamente superiore a 6.

Se siete caduti ieri, alzatevi domani. 

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