venerdì 3 gennaio 2020

Dieta chetogenica: cos'è e come funziona

La dieta chetogenica è un regime dietetico fortemente ipocalorico che apporta 450 – 800 kcal al giorno, normoproteico e con una quota di carboidrati inferiore a 50 grammi al giorno. Con una dieta così formulata si riesce ad indurre nell’organismo uno stato di chetosi, cioè una condizione metabolica nella quale i corpi chetonici vengono utilizzati come fonte energetica al posto del glucosio. 


La dieta chetogenica si usa per trattare:
  • malattie neurologiche (epilessia farmaco – resistente, deficit di GLUT – 1, deficit di PDH, epilessia mioclonica astasica, disordini mitocondriali complessi),
  • neoplasie cerebrali, in particolare gliomi,
  • obesità (non il semplice sovrappeso),
  • sindrome metabolica,
  • steatoepatite non alcolica
e per preparare il paziente obeso alla chirurgia bariatrica.


La dieta chetogenica non va assolutamente seguita se si è affetti da:
  • deficit della carnitina,
  • porfiria,
  • disturbi tiroidei non compensati,
  • disturbi psichici,
  • insufficienza epatica,
  • insufficienza renale,
  • diabete mellito di tipo 1,
  • angina instabile,
  • infarto del miocardio recente,
  • dipendenza da alcol e droghe,
oppure se si è in stato di gravidanza e allattamento.


Gli svantaggi sono rappresentati dagli effetti collaterali nel breve termine ovvero:
  • nausea e vomito,
  • cefalea,
  • iperuricemia,
  • ipoglicemia,
  • acidosi,
  • sonnolenza,
  • disidratazione.
I problemi nel lungo termine, invece, possono essere:
  • stipsi,
  • nefrolitiasi, cioè formazione di calcoli renali,
  • dislipidemia,
  • demineralizzazione ossea con osteopenia e osteoporosi.
Queste complicanze si possono manifestare soprattutto se la dieta chetogenica è protratta per lungo tempo, per più di 45 giorni. 


Ci sono dei vantaggi, però. Rispetto ad una dieta ipocalorica “semplice”, basata sul  modello mediterraneo, i pro sono un maggiore senso di sazietà, una più rapida perdita di peso e una maggiore conservazione della massa muscolare. In particolare, in relazione alla perdita di peso, si sottolinea che per la sola fase di chetosi (45 giorni) è possibile perdere ben il 10 % del peso. 


Cosa è necessario fare, quindi, per iniziare una dieta chetogenica? Innanzitutto, è opportuno evitare il fai da te rivolgendosi ad un professionista per una consulenza approfondita. È necessario portare un elettrocardiogramma e un’ecografia dell’addome recenti, per verificare che non ci siano cardiopatie o calcoli della colecisti e dei reni. Poi sono indispensabili degli esami del sangue: elettroliti, creatinina, uricemia, glicemia, ALT, AST, emocromo, colesterolo e trigliceridi. A questo punto il professionista vi dice se potete seguire una dieta chetogenica. Se siete candidati, egli elabora per voi una dieta, come detto, fortemente ipocalorica e a bassissimo tenore di carboidrati. 


Gli alimenti consentiti sono: tè e tisane non zuccherate, frutta secca, carne, pesce, uova, verdure, yogurt Fage al 2 o al 5 % di grassi, salumi e olio. Gli alimenti consentiti non possono essere consumati a piacere ma sono grammati. Sono invece da escludere: pane, pasta, dolci, zucchero, pizza, patate, latte, formaggi sia freschi sia stagionati, legumi. È obbligatorio bere almeno 2 litri di acqua al giorno. Questa “fase di restrizione” è da attuare per i primi 30, massimo 45 giorni, che corrispondono alla fase di chetosi. Per misurare la concentrazione di corpi chetonici, il paziente utilizza delle apposite strisce da immergere nelle urine, i Ketostix, in modo da verificare se è in chetosi oppure no. 

Durante la fase di chetosi, è necessario assumere degli integratori (alcalinizzanti, per evitare la formazione di calcoli, e vitamine e minerali, per sopperire all’assenza di frutta). È opportuno, inoltre, ripetere gli esami del sangue ogni 7 – 10 giorni e andare al controllo ogni 15 giorni.

Dopo massimo 45 giorni, si interrompe la fase di chetosi e si inizia a reintrodurre una maggiore quantità di carboidrati. Si comincia con uno yogurt intero alla frutta e si prosegue con legumi, latte, latticini, frutta, crackers integrali, pasta integrale, pane integrale e, in ultimo, farinacei raffinati. 


Gli alimenti “nuovi” vanno reinseriti uno ogni quindici giorni, per non affaticare il pancreas, altrimenti si possono avere nausea e vomito. La fase di reintroduzione dura al massimo 3 mesi. Dopodiché, per raggiungere il peso desiderabile, si passa ad una dieta ipocalorica mediterranea e, una volta giunti al peso desiderato, ad una dieta di mantenimento.


A titolo di esempio, vi propongo il caso di V. che con una dieta chetogenica ha perso 19,6 kg in 3 mesi. Ecco la foto del prima e del dopo.